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Radici

Le Valline, azienda agraria.
Striscia di terra di confine, tra due fiumi. Il Po e il Canal Bianco delimitano piccole valli un tempo di palude del Delta.Secoli fa, un Grandi approdò da Ferrara distrutta dal l’epidemia della peste,per ricominciare il ciclo di una vita. Al confine tra i Duchi Estensi, prima, e Papa Re dopo, e la Repubblica di San Marco: la libertà e il privilegio della frontiera, garantite da un Signore lontano e da un passo a guado,vicino.

Noi non vogliamo apparire, cerchiamo di essere sempre noi stessi a dispetto di tutto, anche contro i nostri più immediati interessi ,per un bisogno vitale.Rinunciamo al potere e lo combattiamo a rischio di essere perdenti. Perdere fa storia, ci diverte, se abbiamo combattuto con onore.
Amiamo la tradizione, il sacro, la bellezza legata all’armonia che nasce da un confronto con la natura e che a questa si integra.La terra è un quadro vivente che cambia con le stagioni e ha sorgenti, alberi secolari, tramonti, animali che vivono e ci sorprendono con la loro fugace bellezza.
Per noi, non è il pavimento di una fabbrica con operai (agricoli) sempre più isolati nella cabina di una trattore più imparentati con la tecnologia chimica che con la saggezza delle generazioni che su quella terra si sono succedute.La casa è per la Vita, la terra è per sempre. Quella terra che l’empirismo aveva imparato a non sfruttare fino a renderla esausta.
Rispetto per il dono che era una sola cosa con Chi la viveva, curava, conservava, tramandava.
La coscienza comune e collettiva. Radice di dignità. Società di mondine, di braccianti che nell’opera offrivano loro stessi nella creazione.
Riso, grano, barbabietole, la ricchezza e la fecondità del Reale.
Immagini di una quotidianità perduta di Donne, di Uomini, Cantico delle Creature del ‘900,Il Loro lavoro , il sudore della fronte non finisce in un tempo, ma si prolunga per generazioni e diventa memoria.

2014

Non lasciare che il passato Ti dica chi sei, ma non dimenticare che Tu sei anche il Tuo passato 

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